Conservazione Biodiversità e Protagonismo Giovanile Convegno 5 Febbraio 2026

Convegno di restituzione del progetto innovativo per il ripristino di un’importante area umida nella Foresta di Sant’Antonio (Rete Natura 2000, Reggello, Fi) per la salvaguardia di anfibi a rischio estinzione, mediante un attivo, concreto e reale protagonismo giovanile. Progetto finanziato dalla Tuscany Environment Foundation.

Comunicato stampa

Convegno di restituzione del progetto innovativo per il ripristino di un’importante area umida nella Foresta di Sant’Antonio (Rete Natura 2000, Reggello, Fi) per la salvaguardia di anfibi a rischio estinzione, mediante un attivo, concreto e reale protagonismo giovanile. Progetto finanziato dalla Tuscany Environment Foundation.

QUANDO: 5 febbraio dalle ore 9:00 alle ore 12:45

DOVE: Auditorium dell’Innovation Center di Fondazione CR Firenze (Lungarno Soderini 21, Fi) (link maps)

PRESENTI:
Saluti: 

Bernard Dika – Sottosegretario Regione Toscana (invitato) 
Serena Spinelli – Consigliera Regione Toscana (invitata)
Piero Giunti – Sindaco Reggello
Carabinieri Forestali Reparto Biodiversità di Vallombrosa
Luigi Paccosi – Presidente CESVOT 

Interventi:
Nicolò Pellecchia – Erpetologo Società Romana di Scienze Naturali ETS
Padre Giuseppe Casetta – Abate Generale Ordine Vallombrosano
Franco Tassi – Storico direttore del PNALM e figura di riferimento della conservazione della Natura in Italia
Andrea Gennai – Direttore Parco Nazionale Foreste Casentinesi
Elena Tricarico – Ricercatrice Dipartimento di Biologia UNIFI
Laura Lo Presti – Direttrice TEF
Robert Cope – Presidente TEF
Enrico Fiordiponti – Responsabile progetto Effetto Foresta

CHI SIAMO
Il Gruppo Perché No? è un’associazione di volontariato giovanile impegnata per la promozione e salvaguardia del patrimonio storico, culturale, sociale e ambientale della Montagna Fiorentina e non solo. È impegnata attivamente nel protagonismo giovanile mediante azioni concrete per il bene comune materiale ed immateriale. Ha sede a Tòsina (Pelago, Fi), in una porzione del complesso monastico recuperata dall’abbandono e dal degrado. Dal 2022 l’associazione è capofila di Effetto Foresta, una struttura che è dedicata principalmente alla salvaguardia della natura e della promozione sociale giovanile mediante la Natura.


PROGETTO.
All’interno del Bosco di Sant’Antonio, area demaniale tutelata a livello europeo come Zona Speciale di Conservazione (ZSC) della Rete Natura 2000, è stata recuperata un’importante area umida sotto forma di piccola palude di circa 5×7 metri. Il progetto è stato finanziato dalla fondazione inglese Tuscany Environment Foundation (TEF) e realizzato in collaborazione con Effetto Foresta. L’intervento rappresenta un passo significativo per la conservazione dell’erpetofauna locale, che comprende specie di elevato valore naturalistico come il Geotritone italico, il Tritone crestato e l’Ululone appenninico, tra gli anfibi più a rischio estinzione in Italia. Le specie interessate dall’habitat oggetto del progetto sono infatti incluse nell’elenco della IUCN (Unione Internazionale per la Conservazione della Natura) in quanto minacciate di estinzione. Il recupero ha previsto la rimozione dei detriti accumulati nel tempo, l’impermeabilizzazione del fondo con argilla naturale e la sistemazione di una sorgente che garantirà il costante ricambio dell’acqua. Il risultato è una palude completamente naturale, realizzata con tecniche ecocompatibili e a basso costo, pensata come modello replicabile in altre aree del territorio nazionale per la tutela della biodiversità.


NOVITA’ DEL PROGETTO
Il progetto ha rappresentato non solo un intervento di tutela ambientale, ma anche una risposta concreta a un problema sociale sempre più urgente: il crescente senso di disorientamento e isolamento che coinvolge molti giovani e giovanissimi. Alla realizzazione dell’area umida hanno partecipato attivamente circa sessanta adolescenti tra i 14 e i 19 anni, che durante l’estate 2025 hanno contribuito in modo determinante ai lavori, sperimentando un percorso di autentico protagonismo giovanile e di cura del bene comune. Attraverso il lavoro condiviso, i ragazzi hanno potuto sviluppare competenze fondamentali — collaborazione, comunicazione, responsabilità, capacità di imparare facendo — in un contesto reale e significativo. L’esperienza ha generato entusiasmo e senso di appartenenza: oltre la metà dei partecipanti ha deciso di proseguire l’impegno associativo, dimostrando che, se
adeguatamente coinvolti, i giovani sono in grado di esprimere energie straordinarie e visioni positive per la collettività. Il progetto ha così unito tutela della biodiversità e rigenerazione sociale, offrendo un modello replicabile di salvaguardia contrasto al disagio sociale giovanile


Il referente del Progetto Dott. Enrico Fiordiponti 

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