Recinzione naturalistica
Grazie al coinvolgimento di numerosi volontari provenienti non solo dal territorio fiorentino, ma anche da altre regioni, è stato possibile realizzare un intervento importante e tutt’altro che scontato a supporto dell’area umida: la costruzione di una bio-recinzione.
L’invaso dell’area umida è ormai completato nelle sue geometrie — forma, profondità ed estensione — e si avvicina ora una delle fasi più delicate del progetto: l’impermeabilizzazione del fondo mediante argilla naturale, prevista per la fine del mese (un processo che verrà approfondito in un prossimo aggiornamento).
In questa fase è essenziale che il fondo dell’invaso rimanga compatto e regolare, condizione indispensabile per la buona riuscita dell’impermeabilizzazione. Tuttavia, la presenza di animali selvatici, in particolare i cinghiali, attratti dal terreno fresco e smosso, potrebbe compromettere questo equilibrio. Grufolando alla ricerca di cibo, infatti, gli animali rischierebbero di rendere irregolare il fondo e vanificare parte del lavoro svolto.
Per proteggere l’area si è quindi deciso di realizzare una recinzione naturale, costruita interamente in legno e priva di reti metalliche o fili di ferro. È stata creata grazie al sapiente intreccio dei rami di abete presenti sul posto, secondo una tecnica antica e sostenibile: una barriera robusta, ma perfettamente integrata con l’ambiente, destinata a degradarsi nel tempo senza lasciare tracce.
La bio-recinzione è stata progettata con grande attenzione anche alla biodiversità locale: lungo la base è stato lasciato uno spazio tra i rami intrecciati e il suolo, per permettere il libero passaggio dell’erpetofauna (anfibi e rettili), garantendo così la continuità ecologica dell’habitat.
Il progetto area umida
Il progetto di recupero dell’area umida nella Foresta di Sant’Antonio, nel cuore del Pratomagno, nasce con l’obiettivo di ripristinare un prezioso ecosistema palustre ormai scomparso, restituendogli la sua funzione naturale di rifugio e riproduzione per molte specie legate all’acqua, in particolare anfibi e rettili. L’intervento si inserisce all’interno delle attività di tutela e valorizzazione della biodiversità promosse da Effetto Foresta — realtà che riunisce il Gruppo Perché No?, In Silva Salus APS e la società agricola Torre di Bavecchia — e si è potuto realizzare grazie al fondamentale sostegno della Tuscany Environment Foundation (TEF), che ha creduto nell’importanza di questa opera per la conservazione della biodiversità del Pratomagno.




